Recensione mostra Personale di Matteo Faben presso Studio arte Mosé di Rovigo

Sabato 18 maggio, alle ore 18, presso lo Studio Arte Mosè di Rovigo sarà inaugurata la personale dello scultore Matteo Faben. E’ uno dei pochi forgiatori che dall’inizio alla fine, dall’idea alla forma, scalpella, toglie, incide, leviga la metamorfica roccia calcarea, saccaroide, bianca, cristallina. Faben usa quella di Carrara. E’ il desiderio di mostrare se stesso attraverso il veicolo dei grandi.
E chi meglio di lui oggi può dar prova di un’abilità senza pari nel proporre l’oggetto con la stessa materia dei più illustri. Lo scultore veronese, già esperto a sfruttare il rosso della sua terra, il biancone, la pietra tenera di Vicenza, ha fatto un’inderogabile scelta: solo il marmo di Carrara. E non è un vezzo. Matteo ha praticato le cave toscane già adolescente; la polvere bianca, oleosa al tatto è entrata nei pori; ha capito attraverso lo scalpello la linea di frattura, la vena del colore data dalle inclusioni minerali. Faben, che a soli tredici anni è tra il lastrame di Carrara, ha in seguito la necessità di dare “forma e significato a quello che solo all’inizio era un blocco” informe. Frequenta l’Accademia Cignaroli di Verona; perfeziona il disegno ed il ritratto dal vero.
Alla maniera canoviana mette i punti sul gesso e poi riporta sulla massa di roccia. Mi raccontò che negli schizzi gli era oramai usuale raffigurare il corpo umano nella dimensione reale. Nella ricaduta tridimensionale dell’opera è un figurativo perfezionistico. Nelle sculture di Faben c’è tutto il passato della scultura levigata, liscia al contatto, morbida nelle curve. Ha sposato un sincretismo classico nella forma e odierno nella tematica. Le opere sono in effetti frutto del pensare contemporaneo, con le ingerenze di quella che può essere definita la metafora del vivere quotidiano. “Tutte le volte che mi sono sentito piccolo – afferma – è esplosa dentro di me la voglia di un infinito irraggiungibile”.
E’ la Fede per autoaffermarsi a lasciare una testimonianza della sua Arte. A buon diritto è tra coloro che lasceranno il nome ai posteri; infatti, alcune sue statue campeggiano sugli altari, nei fonti battesimali e nelle piazze. Tra le più recenti sono da ricordare: “La Vergine” nella Chiesa di San Gaetano di Barletta; “Il Fonte Battesimale” nella Chiesa di San Luca di Carrara; “La fontana” nella Piazza del popolo di Casaleone (Verona).
Singolare è comunque il fatto che ogni opera di Matteo è unica e irriproducibile, poiché solo quello è il pezzo di marmo bianco di Carrara e solo quello ha subito le carezze del suo scalpello e la passione della sua forza creativa. La delicatezza delle forme e l’intensità emotiva, esplicate in “Mistero della Fede”, sono chiari esempi del trasporto altamente spirituale dell’0pera di Faben.
La mostra resterà aperta fino al 13 giugno p.v. tutti i giorni feriali dal lunedì al venerdì, dalle 16,30 alle 19,30 , in via Fiume 18 a Rovigo.

A cura di Vincenzo Baratella

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Review, Matteo Faben’s Personal Exhibition at Studio Art Mosè of Rovigo

“Saturday the 18th of May 2013, at 6 p.m., at the Art Studio Mosè of Rovigo, the Matteo Faben’s personal exhibition will be opened. He is one of the few sculptures that, from start to finish , from idea to form , chisels, removes, accounts, smoothes, the metamorphic, saccharoid , white, crystalline stone. Faben uses Carrara marble: it is the desire to show himself through the vehicle of the greats. And who better than he can now demonstrate an unmatched ability in proposing the object with the same subject matter of the most illustrious sculptors. The sculptor of Verona – already adept at exploiting the red marble of his land, the harrier and the soft stone of Vicenza – did his mandatory choice: only Carrara marble.
It is not a habit . Matteo has practiced the quarries of Tuscany when he was a teenager; the white powder, greasy to the touch, came in the pores; he understood through the chisel the fracture line , the vein of the color given by the mineral inclusions .
Faben , only thirteen is between slabs of Carrara, and he subsequently felt the need to “give shape and meaning to what was at first only a formless block “. He attended the Cignaroli Academy of Verona; perfected design and portrait from life. In the Canova manner he puts points on the plaster and then back onto the rock mass.
He told me that in the sketches he soon used to depict the human body in real size. In three-dimensional figurative work he is a perfectionist. In the sculptures of Faben there is the whole past of the smoothed sculpture, smooth to the touch, soft in the corners. He married a classic syncretism in form and a modern one in issue.
The works are in fact the result of the contemporary thought , with the interference of what may be called the metaphor of everyday life. “Whenever I felt small – he says – a desire of an infinite unreachable has exploded within me”.
His faith for self-assertion leaves a testimony of his art. He is among those who will leave their name to posterity, in fact, some of his statues stand out on the altars, in the baptismal fonts and squares . Among the most recent works, these are to be remembered : “The Virgin ” in the Church of San Gaetano di Barletta , “The Baptismal Font ” in the Church of San Luca di Carrara , “The Fountain ” in the People’s Square of Casaleone (Verona ). However, it is singular the fact that every work of Matteo is unique and irreproducible , since that is the only piece of white Carrara marble, and only that has had the caresses of his chisel and the passion of his creative force.
The delicacy of the forms and the emotional intensity , esplicated in ” Mystery of Faith”, are clear examples of the highly spiritual transport of Faben’s work . The exhibition will run until June the 13th , all working days from Monday to Friday , from 16.30 to 19.30 , in Rovigo.”

Review byVincenzo Baratella

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