Critica sull’opera a cura di Annarita:

09.11.2011

Ciao! …navigando sul tuo sito ho ammirato il tuo braccio sinistro. All’occhio del profano si presenta con tanta morbidezza; par che dica la sua grande disponibilità all’apertura, pur rimanendo agganciato alla parte integrante e fondamentale del suo essere stesso. Colpisce la mobilità e la leggerezza delle dita; la mano non è chiusa e nemmeno statuaria; le pieghe del palmo e tutta la lucentezza dell’opera emanano gioia durante la generazione, precisione nella realizzazione, un valore di fondo, delicato ma reale, che viene dato anche a miniature piccolissime, le pieghe appunto. La rifinitura delle unghie – vedi il dito medio – sa di amore alla delicatezza in connubbio con l’armonia. Pur lavorando con materia dura, fredda… che comunque per l’Autore diventa materia calda ed eloquente, Egli entra in dialogo con il suo intimo e la sua creatività. In quell’istante proprio la materia gli permette di pensare, generare, esprimersi e creare. L’Opera par che voglia eternizzare quanto lo Scultore ami la libertà ed il suo desiderio di porsi in serena ricerca. Non ambisce onori e tantomeno primeggiare. È sicuro delle sue capacità; non misura, ma vuole arrivare, nel rispetto di tutti, a produrre ciò che sente. Talvolta inceppa contro se stesso, poi si riprende e le abilità crescono e si perfezionano.
Il supporto testimonia la fatica del cammino della Persona e dell’Opera, ma la Luce che sta dietro rimanda a subdorare un profumo di gioioso sfogo di quelle potenzialità profonde che, riaffiorando, danno VITA! Intanto lo Scultore lavora… cantando la soddisfazione di una realizzazione che tra la pietra e l’essere umano non esistono differenze.

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